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7 febbraio 2011

Day 3: la fine dei giochi - diario di viaggio valenciano

Giovedì 3 febbraio - Ultimo giorno a Valencia... quando sai che devi andare via, già ti svegli con un sentimento, un'aria differente.
Decidiamo di dormire poco di più... ci svegliamo alle 8.00 e dalla finestra del nostro hotel assisto alla alzata del sole che mi riempie il cuore di malinconia... con tutte quelle emozioni mai avrei voluto abbandonare Valencia e il Ricardo Tormo.
Circa alle 10.30 arriviamo in pista, gli addetti stanno già distribuendo la polvere bianca assorbente. La domanda sorge spontanea: a chi e che cosa è successo?
In campo oggi ci sarà Felipe Massa, ma nulla cambia perchè ci dirigiamo sullo stesso posto, sopra i motorhome della Ferrari. Felipe sta rientrando dentro all'hospitality, normale, se pensiamo che in pista c'è il semaforo rosso... hanno interrotto le prove.
Il circo riparte... dal box della Ferrari esce un inquietante telone rosso, uguale a quelli che mettono sopra alle vetture quando le vanno a riprenderle in pista. E se a uscire fosse stato proprio Felipe Massa?
In brevissimo tempo i nostri dubbi si trasformano in certezze perchè a pista libera, l'unico che rimane rintanato nell'hospitality è proprio il "Pippo" mentre i suoi nel box si danno un gran da fare per rimettergli apposto la vettura per le prove del pomeriggio.
Lasciatemi dire... CHE NOIA di mattinata! In più di un momento ci stava conquistando l'idea di abbandonare tutto e di andare a Valencia per visitare un minimo la città... poi siamo rimaste lì per il Felipe.
Poca gente nel paddock, pochissima sugli spalti... questa è l'immagine della giornata conclusiva della tre giorni di test a Valencia.
Pochissimi piloti in giro... solo Button e Rosberg si notano; in casa Ferrari se non fosse per le uscite del bel Rob Smedley... sarebbe seriamente una noia eterna da tagliarsi le vene!
Si fanno (lentamente) le 14.00 Felipe esce... se penso alle immagini di totale pazzia dei giorni con Fernando, vi dirò, mi cala un po' di tristezza addosso.
Entra in pista, fa un giro, rientra... dopo altri 10 minuti di silenzio esce con un run da 12 giri, poi altri 10 e 20 finali.

Alle 17.21 per noi, ufficialmente, s'abbassa il sipario sull'esperienza valenciana per questo 2011, è ora di incamminarsi verso l'aeroporto con la certezza di essere in volo (come anticipato da Giovanni) con qualche membro della Scuderia Ferrari... sicuramente meccanici... tanti sono carini! Anche l'occhio vuole la sua parte!



Arriviamo all'aeroporto... è meraviglioso davvero! Abbiamo più tempo ora per porterlo vedere da vicino... affrontiamo il ceck-in senza problemi, andiamo verso l'imbarco, ci sediamo a un tavolo di un bar e attendiamo di imbarcarci.
La sottoscritta è ciecata nel vero senso della parola... per la serie non vedo un monaco nella neve se questo è lontano... il destino vuole che veda un ometto piccino, magrolino in lontananza (e che lontananza!!), lo identifico: è Nicolas Todt, il figlio di Jean Todt e attuale manager di Felipe Massa ... l'attenzione e l'adrenalina si toccano al palmo, se Nicolas è arrivato in aeroporto, a breve sarebbero arrivati anche gli altri uomini Ferrari.
Da li a breve un'immagine che mai avremmo creduto di vedere: l'ingegner Stella, il fotografo ufficiale della Ferrari, Rob Smedley, Massimo Rivola solo per citarne alcuni... noi ci aspettavamo dei meccanici (che preventivamente avevamo addocchiato) e ora ci ritroviamo sto popò di roba!!
Vedere come la Ferrari che fa viaggiare i SUOI sul volo low-cost Ryanair, lasciatemelo dire, non ha prezzo!!
Il colpo è stato vedere come anche Robert Kubica era sul nostro stesso volo e giusto per essere pignoli, pure mezza Toro Rosso.
I passeggeri normali erano circa 10/15 non di più... gli incoscenti del tipo di personaggi che quell'aereo aveva a bordo erano circa 8/13 ... ossia tutti tranne me e Francesca!
Nel mentre loro salivano, noi scattavamo foto e facevamo video... quattro file dietro di noi si siedono Stella, Rivola e Kubica... trascorriamo tutto il viaggio, oltre che a farci dei viaggi mentali, a fare foto e video di nascosto... il signorotto dietro di noi era poco simpatico, ha provato a placcarci inserendo nello spazio libero tra un sedile e l'altro una rivista... ma secondo voi, potevamo fermarci? Ma anche NO!
Il viaggio è trascorso nell'eccitazione, una meravigliosa felicità e agitazione che abbiamo evaporato solo molte ore dopo... già a casa, verso le 2.00 di notte, quando a cena serale terminata, non riuscivamo a dormire e ancora pensavamo a questa meravigliosa avventura che spero di replicare in un tempo non troppo lontano!

6 febbraio 2011

Day 2: quando il gioco si fa duro... i duri iniziano a giocare - diario di viaggio valenciano

Mercoledì 2 febbraio - Finalmente è mattina e siamo pronte ad affrontare la nuova lunga avventura giornaliera. Per le 10.15 siamo in pista, ci controllano i biglietti e ci dirigiamo assieme alla volta delle passarelle sopraelevate sul paddock... ovviamente stazioniamo sopra alla Ferrari solo ed esclusivamente per vedere Fernando.
Davanti ai nostri occhi si prospettava un giorno tranquillo ma contemporaneamente stancante in quanto avremmo dovuto rimanere in piedi fino alla fine delle prove: chi si siede o si sposta è perduto... gli "altri" ti prendono il posto in un nano secondo!
Sono le 10.45, le prime foto di giornata vengono fatte ai motorhome e camion, questa volta dall'alto, Fernando è già in pista ... sempre dall'alto vedo passeggiare il Garcia e il sig. Alonso... il paddock tace, ne aprofitto per fare qualche filmato al Fernando in macchina, niente di speciale perchè nonostante la visuale della pista sia particolare, da dove siamo noi... tutto lascia molto a desiderare.
Alle 11.49 ecco Felipe Massa che si dirige alla volta del box... povero Felipe se ci ripenso: io e Francesca a urlargli alla ricerca di un saluto e lui (probabilmente spaventato) ci alza la mano da laggiù, un piccolo "Romeo" alle sue due scalmanate "Giuliette"!



Alle 15.00 il momento TOPICO: Fernando va in hospitality probabilmente per pranzare... il delirio impazza ovunque, siamo tutti aggrappati alle transenne, un miracolo che nessuno sia cascato giù (anche perchè si sarebbe trasformata in una tragedia)... Alonso smuove le masse e i cuori, esattamente come ha fatto Schumacher a suo tempo!

Alle 15.42 rientra nel box e le scene da delirio si ripetono in igual misura... nonostante tutto c'è un punto nero in questo spettacolo: "l'ignoranza" del 80% dei tifosi presenti al Ricardo Tormo per i quali esiste solamente Fernando Alonso, non conoscono gli altri piloti... sono solo delle comparse... non gli interessa conoscere i tempi, sapere se ha girato con che gomme, con quanta benzina... non sono interessati a niente... fuorchè a un Alonso su una macchina!
Rimane in pista fino alle 17.42 e quando rientra al box in questo suo ultimo giorno di test valenciani, concede il suono del suo motore all'orecchio dei tifosi che lo acclamano a tutta voce!



I test terminano, nel giro di 30 minuti ci sbattono fuori... ed è qui che mi sale al cervello la genialata di tentare l'entrata nel paddock pur non avendo i pass!
Suonano le trombe... la posta in gioco si alza, o ora o mai più mi dico! Ci dirigiamo verso l'entrata del paddock... c'è la vigilanza ed è impossibile entrare.Tengo sott'occhio tutto, dal controllo circuito al servizio di sicurezza.
Poca gente fuori dalla porta giusto io e Francesca, una coppia con due bambini, un uomo e tre ragazzi che più o meno avranno avuto 20/25 anni!
L'attimo atteso arriva... dalla porta visivamente non c'è nessuno, il vigilante è girato di spalle. Sta arrivando un uomo della Ferrari che per tutto il giorno ha portato avanti e indietro probabili "clienti" a fare il tour di box e motorhome, qui l'idea di camminare dietro di lui, per dare il meno possibile nell'occhio.
Francesca mi da la conferma che non ci sono altri "gendarmes" girati verso di noi: con estrema naturalezza e tranquillità (tranquillità???? Ma non scherziamo) iniziamo a camminare fitte fitte dietro a questo "hombre" made by Ferrari. Il vigilante si gira verso di noi, è lontano, ci vede dietro a questo e sicuramente avrà pensato che fossimo con lui. Appena questo si gira, le nostre strade si dividono!
L'uomo della Ferrari continua per il passaggio principale; io e Francesca iniziamo a camminare a passo filato tra i camion e le vetture, non vogliamo dare nell'occhio... non possiamo! Ed ecco che mi ritrovo catapultata nuovamente nel nostro gioco di ruolo: parola d'ordine è sopravvivere o in questi termini "rimanere nel paddock".
Dopo la grande fuga alle 18.41 arriviamo davanti ai camion della Ferrari. Ci sono un numero spropositato di meccanici che lavorano freneticamente per rasettare il box e chiudere tutto per la notte. Dopo una certa ora decidiamo di stare fisse davanti ai loro camion... aspettiamo Fernando ... come sempre!
Iniziamo a parlare con uno di loro, si chiama Giovanni. E' proprio quel Giovanni che staziava davanti alla porta del box per fermare il passaggio ai non addetti, proprio quel Giovanni che appena Fernando esce, ci si catapulta affianco, assieme ad altri, per velocizzare la sua camminata, facciamo anche una foto con lui, ammazziamo il tempo!



Poco dopo esce Felipe Massa dal motorhome... la riunione tecnica è terminata e ... dopo ogni Felipe esce sempre un Fernando!
Dopo l'eccitazione iniziale misto all'adrenalina del momento di quando siamo entrate senza pass, eccoci nuovamente lì, che soffriamo in attesa dell'Alonso, intanto smorziamo gli animi, aspettiamo Felipe, gli chiediamo un autografo, lui gentilissimo, si presta a tutto, saluta e se ne va!
Dopo poco ecco aprirsi l'altra porta, esce Fernando con l'ingegner Stella (ad essere sincera mi sono resa conto che ci fosse Stella solo grazie alle foto). Scende i gradini, momenti interminabili d'attesa, sono le 19.37 e inizia a farsi buio... quando arriva da noi si dimostra gentile nonostante la richiesta dei classici 5 minuti di tempo disponibile. Facciamo le foto con lui, Francesca si fa autografare la borsa Faster ed è tempo anche di un altro saluto ...




Alle 19.45 non è nemmeno lontanamente immaginabile sapere quanto fossimi felici: ridevamo, scherzavamo e ci agitavamo sul passaggio principale... avrebbero potuto sbatterci fuori che non ci sarebbero stati problemi... quando la felicità è tanta da non riuscire a quantificarla!
Staziavamo li... felici come bambini al parco giochi. Forse volevamo uscire (uscire? Quando mai!); forse solo ancora curiosare...
Fernando nel mentre è scappato all'interno dell'hospitality Ferrari dove ad attenderlo c'era la partita di Coppa del Re del Real Madrid, la sua fede calcistica.
Iniziamo a camminare, ormai al buio. Dentro alla struttura Renault, meravigliosa e costituita da vetri, vediamo Robert Kubica che sta affontando una conferenza stampa, ci guardiamo, nemmeno ci parliamo e contemporaneamente esce dalle nostre bocche un "lo aspettiamo". Francesca decide di andare a fargli una foto da fuori... una ragazza da dentro, sicuramente della stampa, ci fa segno di entrare... e noi? ENTRIAMO SENZA PASS! Robert è lì, seduto a un tavolino, tutti i cellulari dei giornalisti si trovano su di esso, Robert parla in inglese, ha sempre il sorriso stampato sulla bocca, nella cucina cade un coperchio, imbarazzo generale e lo stesso Kubica che si gira per non scoppiare in una risata scoppiettante. Finisce. Lo fermiamo, è un poco sfuggente, ma si dedica a fare foto e autografi! Il suo lo desideravo: la foto che avevo portato da fargli autografare è la più bella in assoluto che abbia mai fatto a una F1 a Monza e con il suo sigillo lo sarebbe stata ancora di più.


Attendiamo ancora un po' davanti alla Mercedes... Rosberg si trovava dentro all'hospitality; il motorhome di Schumacher sembra avere la luce aperta... arriva un vigilante e alle 20.20 siamo questa volta, obbligate a lasciare il paddock...
Felici come non mai ci aspettano all'entrata principale ancora due sussulti... Hamilton e Alguersuari in macchina! Da lì anche noi prendiamo il taxi dirigendosi verso l'hotel e pronte a riprendere l'avventura il giorno seguente!

5 febbraio 2011

Day 1: quando il cuore ti porta lontano da ogni raziocinio - diario di viaggio valenciano

Ed eccoci qui con l'agognato "diario dei ricordi valenciani" di questa fantastica 3 giorni che ho trascorso all'interno del circuito del Ricardo Tormo di Cheste con una socia della Peña Alonsista, Francesca.
Se ora qualcuno mi chiedesse: lo rifaresti? ... SI, centomilioni di volte ti risponderei con queste due lettere!
Siamo arrivate a Valencia il lunedì sera, per essere tra le prime il martedì mattina davanti ai cancelli. Abbiamo alloggiato all'Hotel Ignacio di Chiva, di nuova costruzione, economico e veramente pulito! L'unico problema che avvilisce la zona è rappresentato dai trasporti... l'autodromo è tutt'altro che ben collegato alla città e ai dintorni e noi, che risiedevamo in un albergo a metà tra Valencia e Cheste, ci siamo ritrovate a fare la spola in taxi (per fortuna che anche i prezzi dei taxi, in Spagna, sono molto più economici che quelli di casa nostra).
Vado a Valencia con uno scopo: fermare Fernando e fargli sapere (nuovamente dopo l'attacco "brochure di Monza") del suo club italiano.
Lunedì notte... e chi dorme? L'eccitazione era troppa, mai ho fatto una cosa del genere per nessun altro pilota... forse pazza, come mi ha detto qualcuno, forse semplicemente seriamente appassionata e appassionata di ciò che sto facendo per far crescere ancor di più il club!
Martedì 1 Febbraio 2011 - Ci siamo! Ci si sveglia alle 6.30, vogliamo essere in pista il prima possibile, all'apertura dei cancelli... A me aspetta una giornata impegnativa; alla Francesca una giornata "visibilmente" tranquilla.
Appena arriviamo alle 8.15 la prima brutta sorpresa: il circuito apre alle 9.30 e non fu di certo una notizia positiva visto che, nonostante Valencia si trovi a sud della Spagna, vi posso assicurare che faceva tutt'altro che caldo!
Aspettiamo fino alle 9.30 quando il circuito apre e sorpresa sorpresona riceviamo l'ennesima notizia negativa ossia che era necessario andare a fare i biglietti solo ed esclusivamente (come ci è stato detto) dall'altra entrata... 45 minuti di coda, cose di tutti i giorni per una persona che vive nelle grandi città.





Finalmente abbiamo i biglietti. Torniamo dall'ingresso principale del Ricardo Tormo... la prima impressione è quella di trovarmi davanti un kartodromo, tant'è piccolo! La pista si vede completamente e distintamente in ogni punto di visuale.
Ci troviamo davanti all'entrata paddock (più o meno): io grazie a un amico, senza il quale non sarei riuscita a combinare un'emerita cippalippa (e che quindi RINGRAZIO DI TUTTO CUORE), riesco a entrare nel paddock a patto che riconsegnassi il pass entro le 13.30; Francesca si dirige sulle tribune... più che sulle tribune, sulle pedane che partono dalle tribune e attraversano orizzontalmente il paddock, sarà il "mio grande occhio" dall'alto.
Tutto tace, non c'è un tifoso... incrocio qualche giornalista, inizio a guardare i camion, i piloti sono già in pista, dalla Ferrari, fuori l'hospitality ci sono il papà e il manager di Fernando, li guardo e passo... fondamentalmente sono lì per aspettare solo ed esclusivamente Alonso, ma non voglio dare troppo nell'occhio piazzandomi come un avvoltoio davanti ai loro camion.
In questa passeggiata tra i giganti incontro Giorgio Terruzzi, grande giornalista di Mediaset... la prima grande brutta figura di questa esperienza. Mi dirigo verso di lui e lo saluto, non in modo convenzionale ... "ciao Giorgio, piacere! Tu non mi conosci ma volevo dirti che sei uno dei giornalisti che maggiormente stimo " non so come possa essermi uscita sta cosa qui... lui la prende bene, ci stringiamo la mano, mi ringrazia, ci salutiamo e ognuno continua per la sua strada.
La Ferrari si trova in mezzo ai colossi tedeschi, Mercedes a destra e McLaren a sinistra... esattamente sulla sinistra c'è un bel Mercedes, targato Spagna, mi ci appoggio e inizio davvero a farmi gli affari miei fin quando non sento uno strano ciocco, come quello di una portiera che si chiude. Mi tiro su e mi ritrovo davanti uno Schumacher che mi guarda, sorride e io presa dall'imbarazzo/vergogna gli dico semplicemente "sorry" e me ne vado via... poi dalle foto circolate su Internet ho scoperto che lui ha preso la macchina per andare a vedere i colleghi testare, dall'interno del circuito.
L'attenzione è sempre alle stelle, ma la mattinata si profilava eternamente lunga se non fosse per il fatto che sono tenuta severamente sott'occhio dal sig. Alonso e da Garcia che probabilmente già intuiscono qualcosa!
Il tempo scorre lento come non mai mi era apparso prima ... alle 12.00 chiedo a un uomo della Ferrari, che sempre stanziava fuori dal box, quando Fernando sarebbe uscito... dalle 14 alle 15 mi dice (si certo... e nemmeno mangia?), capisco subito che non è vero.
Il cuore inizia a bruciare perché entro 1 ora avrei dovuto riconsegnare il pass e avrei potuto essere stata sbattuta fuori da un momento all'altro.
Provo a parlare con babbo di Fernando, dolce e gentile con tutti... con me a ogni cosa gli dicessi annuiva disinteressato e freddo come un pinguino... mi butto su Fabrizio Borra, il suo fisioterapista, chiedo a lui, risponde estremamente vago come quell'uomo Ferrari... e comprendo che mi rimane una sola possibilità, nonostante il passato burrascoso: LUIS GARCIA ABAD, il suo manager. Le rare volte che ho avuto a che fare con quell'uomo... tutto si trasformava sempre in una "guerra", anche qui parto psicologicamente sconfitta quando invece si dimostra il più affabile e disponibile del lotto "AlonsoClan".
Inizio presentandomi, dicendogli che abbiamo fatto un club su Fernando in Italia, che ho un sacchetto con alcuni pensieri per lui, gli parlo in spagnolo e nella mia testa penso che mi avrebbe mandato a zappare la terra e mi stupisce dicendomi "DAGLIELO" e facendo un sorriso, affermando che sarebbe uscito circa verso le ore 13.00. Per la serie "non ci posso credere".
I minuti scorrono inesorabili ... sono le 13.00; le 13.05; le 13.07; le 13.10 ... inizio a credere che mai sarei riuscita nella missione. Ogni volta che la porta del box Ferrari si apriva era una botta all'anima, la speranza di vederlo apparire in uno spiraglio... quando invece ad apparire erano sempre e solo i suoi meccanici.
Alle 13.12 s'avvera la mia previsione... come al solito c'è un sacco di gente ad attenderlo, ma ero decisa come mai lo ero stata prima... in qualche modo dovevo provarci. Esce! Gli uomini Ferrari lo accerchiano subito per allontanarlo dalla gente, in 4, uno in ogni lato... gli rimango dietro, lo tiro per la giacca, continuo a dirgli NANDO... nulla... carta JOLLY dico: "siamo del tuo club italiano". A queste parole, come se si accendesse una lampadina nella sua testa per la serie "questa l'ho già sentita", si gira verso di me, mi fissa per qualche secondo come quando una persona cerca di ricordare, gli dico che dentro al sacchetto ci sono alcuni regali per lui... prende il sacchetto, ringrazia e continua verso l'hospitality, io rimango fissa sul finire del camion!
Anche per me è tempo di andare... si certo !!! Consegno il pass-paddock alle 13.20 ma non esco, a patto che non mi sbattono fuori e lì inizia la parte più dura del viaggio.
Ora è come una lotta per la sopravvivenza... se ti beccano sei fuori e tutto finisce li! Rimango un po' nell'ombra, tra un camion e l'altro, tra un'hospitality e l'altra, vicino ai bagni, dietro le macchine! Mi pare di ritrovarmi in un gioco di ruolo, dove l'unico scopo è uscire viva dalla gabbia dei leoni. E' proprio nel momento della pausa pranzo che ho l'occasione di vedere (e filmare) Nico Rosberg che gioca a pallone e di fare la foto con Michael Schumacher... un nome una garanzia!



E' tempo di tornare in pista... faccio qualche foto e in questa occasione purtroppo mi perdo Alonso che ritorna nel box: questi gli unici momenti in cui mi catapulto alla luce del sole!
Sono le 15.07 ... ritrovo nuovamente Garcia solo, mi dirigo lentamente e cordialmente verso di lui, gli chiedo quando sarebbe uscito Alonso e lui con voce pacata mi risponde che è appena rientrato in pista ... lo ringrazio comunque e torno a giracchiare nell'ombra vedendo anche Felipe Massa, Alguersuari e Hamilton, quest'ultimo in borghese e avvolto in un capottino nero che gli donava proprio!!






Francesca continua ad incitarmi dall'alto, a tenermi sott'occhio come una chioccia fa con i suoi pulcini e a dirmi che non era il momento buono per arrendersi.
Alle 16.54 ritento l'arma "Garcia": gli chiedo quando Fernando sarebbe uscito, se era possibile parlargli 2 minuti non un di più non uno di meno, che ero senza pass (ho fatto ciò aprendomi veramente la giacca)... lui come al solito pacato e cordiale mi risponde (e intanto avrà pensato che ero una rompiscatole - giusto per essere fine -) che Fernando sarebbe uscito per le 17.30, che non potevo parlargli perché era il primo giorno di test e aveva già programmate una conferenza stampa in spagnolo e una in inglese (e ovviamente a seguito quella coi tecnici), al mio "mira Garcia estoy sin pass" lui risponde con un "madre mia como has hecho?" . Lo ringrazio è stato davvero cordiale con me e praticamente sono stata la sua palla al piede per tutta la giornata.
Alle 17.30 spaccate Fernando esce per andare in hospitality dove ha le due conferenze previste... esce parlando al telefono (avrà ricevuto davvero la chiamata o no?). Non lo voglio/posso disturbare, lo filmo semplicemente!



Entrano nel tendone Ferrari i giornalisti della conferenza stampa in spagnolo, uno a uno e diretti e regolati dal Luca Colajanni: alle 18.06 escono ed entrano quelli della conferenza stampa in inglese i quali a loro volta usciranno alle 18.29.
Anche Fernando esce dall'hospitality in direzione motorhome per la riunione con i suoi tecnici e con Felipe Massa alle 18.40 ed è qui che gli chiedo di fare un piccolo saluto ai soci del club italiano e di autografarmi una foto.



Prende il mio pennarello (quello che funzionava meglio) firma la foto e se lo porta via per fare altri autografi, visto che ho troppa gente davanti lo prendo dall'altra parte del motorhome dove a nessuno era venuto in mente di andare. Arrivo gli chiedo il pennarello (sarebbe stato il 3° in 5 anni preso da lui) e lui rimane un attimo lì, muto e immobile per poi dirmi, "l'ho dato a qualcun altro" ed è qui che salendo sulla scaletta del motorhome mi dice un semplice - CIAO - col sorriso sulla bocca che fa tirare fuori un sorriso anche a me, rispondendogli a mia volta con un altro semplicissimo "ciao".
Alle 18.45 esco dal paddock (per mia scelta quindi non sgamata dalla sicurezza) per ricongiungermi con Francesca e tornare così in albergo, concludendo una grandissima e preziosa giornata... come 1° giorno non c'è che dire: UNA MERAVIGLIA!

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