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24 novembre 2011

GP Brasile 2011: in arrivo la scorta ai piloti

La Formula 1 è sbarcata in Brasile e in occasione del gran premio a Interlagos per Jenson Button arriva il momento di affrontare i fantasmi passati.
L'inglese della McLaren lo scorso anno è scampato a un rapimento, a un vero e proprio agguato armato avvenuto dopo le prove libere del GP del Brasile, mentre Button faceva ritorno in albergo. A salvare il pilota è stato il suo autista, un agente armato, che è riuscito a dileguarsi nel traffico seminando la macchina degli aggressori.

Il pilota della McLaren non è stato l'unico obiettivo l'anno scorso, infatti un gruppo di tecnici Sauber ha subito una rapina a mano armata per rubargli i loro oggetti e per Jenson, quest'anno, la parola sicurezza è l'unica che merita importanza.
"Qualcosa è sempre accaduto qui. È successo tante volte con i meccanici e gli ingegneri. Alla fine stava per accadere a un pilota", esordisce Button, "Credo che ogni pilota avrà una scorta della polizia, almeno è quello che dovrebbero fare ma si dovrebbe anche tener conto di tutti coloro che lavorano in Formula 1 e non potranno avere la scorta delle forze dell'ordine", ha concluso l'inglese.

15 luglio 2011

Una Formula 1 col parabrezza? Possibile

La Fia in questi giorni ha completato i test sulle cabine di pilotaggio chiuse per le monoposto di Formula 1, iniziati dopo che diversi incidenti hanno letteralmente sparato dei detriti negli abitacoli delle vetture. Il caso più grave che vogliamo ricordare, è il tremendo incidente che rischiò di levare la vita a Felipe Massa avvenuto in occasione del GP di Ungheria del 2009 dove venne colpito alla testa da una molla proveniente dall'allora BrawnGp di Rubens Barrichello.

Il massimo organo di governo dello sport automobilistico si è preoccupato del problema, spingendo l’istituto per la sicurezza del motorsport a condurre un’indagine tecnica sui cockpits protetti. Le verifiche sono state completate questo mese, con alcune simulazioni pratiche.



Come è possibile notare nel video la ruota, lanciata alla velocità di circa più di duecento miglia orari, contro un parabrezza in policarbonato risulta non aver scalfito la finestrella, che nel quotidiano viene utilizzata dai jet da combattimento, essendo la più protettiva.
I risultati delle prove saranno presentati al gruppo di lavoro tecnico costituito dagli uomini di tutte le squadre presenti in griglia di partenza, che ne prenderanno visione senza alcun impegno.

Ma la replica è arrivata nel giro di poche ore: i team boss di Formula 1 hanno bocciato l’idea di chiudere gli abitacoli delle vetture e invece sarebbero a favore delle coperture per gli abitacoli simili a quelle degli aerei militari.
"Si possono montare coperture e tettoie, ma resta il problema di dover estrare un pilota velocemente in caso di necessità. Ci sono quindi considerazioni secondarie" ha dichiarato Ross Brawn. Nonostante le dichiarazioni dell'inglese secondo il Daily Mirror, sarebbe stata bocciata anche l’idea di una tettoia sulla testa dei piloti.

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